Ultimo Aggiornamento 24 Aprile 2026
L’influenza è una malattia infettiva causata da virus che colpiscono le vie respiratorie. È molto comune, si diffonde ogni anno soprattutto nei mesi invernali, e riguarda milioni di persone in tutto il mondo.
Spesso viene confusa con un semplice raffreddore, ma l’influenza è generalmente più intensa e può causare complicazioni serie, soprattutto nelle persone più fragili.
Quali sono i sintomi dell’influenza?
I sintomi compaiono solitamente in modo improvviso e possono includere:
- Febbre alta (38–39°C negli adulti, spesso più alta nei bambini)
- Tosse secca e persistente
- Mal di gola
- Naso chiuso o che cola
- Dolori muscolari e sensazione di spossatezza intensa
- Mal di testa
- Nausea o disturbi gastrointestinali (più frequenti nei bambini e nelle infezioni da H1N1)
La maggior parte delle persone guarisce completamente nel giro di una o due settimane, senza bisogno di cure particolari. Tuttavia, in alcuni casi possono svilupparsi complicazioni serie come la polmonite.
⚠️ Quando rivolgersi immediatamente al medico: difficoltà respiratoria, febbre molto alta che non scende, confusione mentale, dolore toracico o sintomi che peggiorano dopo un iniziale miglioramento.
Quali virus causano l’influenza?
I virus responsabili dell’influenza si dividono in tre tipi principali: A, B e C.
- Il tipo A è il più pericoloso e variabile. È responsabile delle grandi epidemie stagionali e delle pandemie. Si suddivide in sottotipi in base a due proteine di superficie — l’emoagglutinina (H) e la neuraminidasi (N) — che possono combinarsi in molti modi diversi. Da qui nascono nomi come H1N1 o H3N2.
- Il tipo B causa epidemie stagionali, ma meno gravi rispetto al tipo A.
- Il tipo C provoca sintomi molto lievi o nessun sintomo e non causa epidemie significative.
I virus di tipo A e B sono quelli monitorati ogni anno per la produzione dei vaccini antinfluenzali stagionali.
Perché l’influenza cambia ogni anno?
Il virus influenzale è estremamente “furbo”: si modifica continuamente nel tempo attraverso due meccanismi:
- Deriva antigenica (mutamento): piccole mutazioni graduali che rendono il virus leggermente diverso ogni anno. È per questo che il vaccino viene aggiornato ogni stagione.
- Salto antigenico (cambiamento): una trasformazione improvvisa e radicale delle proteine virali. Questo fenomeno riguarda solo il tipo A e può dare origine a nuovi ceppi contro cui la popolazione non ha difese — aprendo la strada a una pandemia.
Quando il virus cambia significativamente, gli anticorpi che avevamo sviluppato in precedenza non riconoscono più il “nuovo” nemico, e il sistema immunitario si trova impreparato.
Le pandemie influenzali: cosa è successo nella storia?
Negli ultimi cento anni, alcuni ceppi influenzali hanno causato pandemie devastanti:
- Influenza Spagnola (1918): la peggiore pandemia influenzale della storia moderna. Causò tra i 40 e i 100 milioni di morti nel mondo, con un tasso di mortalità stimato tra il 2% e il 20%.
- Pandemia H1N1 (2009): un nuovo ceppo isolato in Messico si diffuse così rapidamente che l’OMS dichiarò la pandemia l’11 giugno 2009 — la prima in 41 anni. Questo virus colpì in modo insolito soprattutto i giovani adulti, le donne in gravidanza e i bambini.
Chi rischia di più le complicazioni?
L’influenza può essere pericolosa per tutti, ma alcune categorie sono particolarmente vulnerabili:
- Anziani (over 65)
- Donne in gravidanza
- Bambini piccoli (sotto i 5 anni)
- Persone con malattie croniche (diabete, asma, patologie cardiache o polmonari)
- Persone immunocompromesse (es. pazienti oncologici, trapiantati)
In queste categorie, il virus può scatenare complicazioni gravi come polmonite virale o batterica, che in alcuni casi possono essere fatali.
Come si trasmette l’influenza?
Il virus si diffonde principalmente attraverso:
- Goccioline respiratorie (tossendo, starnutendo o parlando)
- Contatto diretto con superfici contaminate e successivo contatto con occhi, naso o bocca
Il periodo di incubazione è di circa 1-4 giorni. Una persona infetta può contagiarne altre già 24 ore prima della comparsa dei sintomi, il che rende il controllo della diffusione particolarmente difficile.
Come proteggersi?
Le misure più efficaci per ridurre il rischio di contagio sono:
- Vaccinarsi ogni anno, soprattutto se si appartiene a una categoria a rischio
- Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o gel igienizzante
- Evitare luoghi affollati nei periodi di picco influenzale, se possibile
- Coprire naso e bocca quando si tossisce o starnutisce
- Restare a casa in caso di sintomi, per non contagiare gli altri
Un chiarimento importante
Per molti anni, prima del 1933, si pensò erroneamente che l’influenza fosse causata da un batterio chiamato Haemophilus influenzae. In realtà questo batterio può causare polmoniti nei neonati e infezioni all’orecchio o agli occhi, ma non ha nulla a che fare con l’influenza vera, che è causata esclusivamente da virus. Per questo è fondamentale rivolgersi sempre al proprio medico



