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Diabete e Sport : benefici e consigli

Ultimo Aggiornamento 21 Novembre 2018

L’attività fisica, soprattutto se unità ad una alimentazione corretta, è in grado di ridurre lo sviluppo dle diabete mellito di tipo 2 nei soggetti a rischio. Non solo, l’attività fisica è considerata un vero e proprio strumento di cura delle persone con diabete ed è per questo fortemente raccomandata da tutte le linee guida.

Fare del movimento ha notevoli effetti positivi e numerosi studi hanno chiaramente dimostrato che l’attività  fisica migliora il controllo glicemico, riducendo i valori dell’emoglobina glicosilata anche senza perdere peso.

L’attività fisica permette di consumare energia, perchè i muscoli per funzionare devono prendere l’energia dal sangue e quindi fanno aumentare l’ingresso delle fonti energetiche dentro le cellule.

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Anche l’insulina, funziona proprio spingendo il glucosio ad entrare nelle cellule del muscolo con un meccanismo molto simile. L’attività fisica dunque, svolge una azione simile all’insulina ma senza gli effetti deleteri dell’ormone.

Tuttavia fare attività fisica espone il paziente con diabete a variazioni, spesso apparentemente imprevedibili della glicemia e questo a causa di una serie di meccanismi fisiologici molto complessi che non sono presenti nella condizione di risposo, che hanno come risultato  modifiche anche importanti nei valori glicemici.

Glicemia e sport

Normalmente anche dopo solo pochi minuti dall’inizio dell’attività fisica, il pancreas di una persona sana riduce la secrezione di insulina per contrastare la maggiore richiesta di glucosio da parte dei muscoli.

La riduzione dell’insulina associata alla secrezione di alcuni ormoni, determina una maggiore produzione di glucosio da parte del fegato al solo scopo di mantenere i valori della glicemia costanti.

L’attività fisica quindi è in grado di migliorare l’azione dell’insulina da parte dell’ organismo rendendolo più sensibile ai suoi effetti. In pratica è come se l’insulina diventasse di colpo più efficace.

Il paziente diabetico insulino dipendente, dovendo somministrare l’insulina dall’esterno ha una carenza di alcuni meccanismi di compensazione che sono stati citati precedentemente, quindi l’attività fisica se non è adeguatamente compensata può potenzialmente provocare variazioni glicemiche.

Questo proprio a causa del fatto che come già spiegato l’attività fisica agisce sul glucosio come l’insulina e sommandosi quindi aumenta il rischio di ipoglicemia.

Al tempo stesso l’attività fisica stimola gli ormoni che fanno produrre glucosio al fegato e se questi prevalgono avviene l’iperglicemia.

Questo non vuol dire che chi ha il diabete di tipo 1 non può fare attività fisica in maniera sicura,  ma significa che va pianificata e valutata in base ai possibili effetti per contrastare eventuali emergenze.

I fattori coinvolti che devono essere attentamente considerati  quando si imposta la terapia con insulina ad un paziente diabetico che pratica sport, sono numerosi e tutti in combinazione posso condizionare in maniera importante i valori della glicemia come risposta all’attività fisica.

Ecco indicate le principali variabili

Variabili che condizionano la risposta della glicemia all’esercizio fisico :

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  • Tipo di attivita fisica
  • Tipo di schema insulinico ( vedremo in seguito)
  • Aumento della sensibilità insulinica a seguito dell’esercizio fisico
  • Condizioni fisiche, ovvero se il soggetto è allenato o meno
  • Tempo intercorso tra la somministrazione di insulina e l’esercizio fisico
  • Assorbimento dell’insulina( in relazione al sito di iniezione)
  • Durata dell’attiivtà fisica
  • Valori glicemici pre-allenamento

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Si tratta quindi di una varità di fattori che rendono complesso stabilire con esattezza delle indicazioni generali che siano valide per tutti, come avviene per molti aspetti della gestione del diabete.

La gestione della terapia insulinica nel paziente con diabete che fa sport, rappresenta una sfida molto importante anche per il diabetologo  e talvolta potrebbe scoraggiare il paziente che si trova di fronte ad una situazione che non sa come gestire.

Per poter adeguare la terapia insulinica sulla base dell’attività fisica è necessario che vi sia un corretto schema di somministrazione del farmaco che consenta di controllare in maniera efficace i pasti, il digiuno e il tempo che intercorre tra essi.

Ovviamente, se non vi è un buon controllo glicemico di partenza non sarà possibile impostare in maniera sicura il programa di attività fisica.

Basal Bolus

Lo schema che spesso viene utilizzato prevede 3 somministrazioni di insulina ai pasti principali e una spesso due somministrazioni basali per la notte e i periodi tra un pasto e l’altro.

Questo schema noto anche come basal-bolus oltre ad essere maggiormente raccomandato consente anche  di comnprendere con maggiore semplicità il valore glicemico in relazione al momento, rendendo quindi più facile apportare correzioni a seguito dell’esercizio fisico.

Tuttavia, anche questo schema presenta problematiche, in pratica  se l’insulina basale non è sufficiente  a coprire il tardo pomeriggio, chi pratica sport in quel momento del giorno può avere un episodio di iperglicemia.

Se si prevede di praticare esercizio fisico ad esempio nel primo pomeriggio, e si vuole consumare un pranzo leggero, lo schema del basal-bolus permette di adeguare l’insulina da somministrare in funzione del ridotto apporto calorico e conseguente esercizio fisico. Ovviamente questo cambiamento è più semplice nei pazienti con microinfusore, dal momento che questo dispositivo consente l’adattamento della velocità di infusione.

Come detto in precedenza l’attività fisica provoca un aumento della sensibilità all’insulina.  Naturalmente questo effetto si verifica sia che l’ormone sia prodotto dal pancreas sia che venga somministrato.

Ogni seduta di attività fisica determina un aumento della sensibilità all’insulina più spiccato nelle ore successive e recede entro le 24-36 ore; tuttavia se l’attività fisica viene praticata con regolarità pianificando un vero piano di allenamento, questo aumento della sensibilità  all’insulina diventa stabile.

Da questo, deduciamo che il paziente diabetico  che pratica sport solo occasionalmente dovrà adeguare la terapia insulinica  in rapporto ad ogni singola seduta.

In questo caso si potranno osservare frequenti oscillazioni della glicemia legate a variazioni diverse della dose di insulina, al contrario nel paziente pratica regolare attività fisica, si potrà impostare una dose più stabile sulla base della migliorata sensibilità, evitando oscillazioni glicemiche.

Insulina e allenamento

Della aumentata sensibilità all’insulina  è bene tenerne conto non solo nel programmare il dosaggio  che precede l’esercizio, ma anche il dosaggio di quella basale, che viene generalmente somministrata la sera.

Questo perchè i muscoli di un soggetto che inizia una attività fisica utilizzano a scopo energetico principlamente le scorte di glucosio nel muscolo (glicogeno) e nelle ore successive l’esercizio per ripristinare queste scorte, il muscolo sottrae glucosio dal sangue esponendo al rischo di ipoglicemia che può proseguire per 12 ore dopo la fine dell’allenamento.

E’ quindi molto importante tenere presente questo aspetto quando si imposta la terapia insulinica basale ed istruire il paziente a correggere e quindi prevenire ipoglicemie mangiando o bevendo carboidrati anche durante l’esercizio fisico.

Questo aspetto come detto può essere affrontato più facilmente da chi utilizza un microinfusore perchè ha la possibilità di regolare minuto per minuto la velocità di infusione.

In base a quanto detto finora il momento in cui viene svolta l’attività fisica potrà condizionare l’andamento della glicemia.  Tale effetto si potrà osservare nella fase che segue il pasto, tra un pasto  e l’altro o a digiuno.

Sulla base dei diversi tempo di azione delle insuline, le diverse linee  guida consigliano di effettuare esercizio fisico  dopo almeno 2-3 ore dalla somministrazione di una insulina rapida e circa 8 ore dopo quella basale.

Ovviamente questa non  è una regola, ma principlamente un consiglio, qualora per motivi pratici non fosse possibile rispettare questi tempi, bisogna tenere presente il rischio di episodi ipoglicemici e prevenirli aumentando l’apporto di carboidrati sia durante che dopo l’attività fisica,  mediamente 25-50 grammi di glucosio  ogni ora.

Tipo di attività fisica

Altra variabile è il tipo di sport praticato,  infatti la risposta della glicemia sarà ben diversa a seconda del tipo di esercizio. L’attività fisica di tipo aerobico  è in assoluto la più consigliata, perchè  utilizza  a scopo energetico più grassi che glucosio, esponendo meno il paziente diabetico  al rischio di ipoglicemia.

Inoltre è il tipo di esercizio che maggiormente influisce sulla sensibilità insulinica.Gli esercizi fisici di tipo anaerobico al contrario sono generalmente di breve durata ed utilizzano principalmente glucosio a scopo energetico.

Ovviamente più l’unga sarà l’attività fisica  e maggiore sarà il consumo energetico, di conseguenza maggiore il rischio di ipoglicemia.

Valori glicemici

Importanti sono anche i valori glicemici nelle ore precedenti l’esercizio fisico che naturalmente influenzeranno la scelta del dosaggio del farmaco. Si consiglia solitamente a chi fa sport di misurare frequentemente i valori della glicemia precedenti l’esercizio fisico, 2 ore prima, 1 ora prima e immediatamente prima, in modo da poter valutare l’andamento della glicemia.

In sostanza,  se la glicemia prima dello sforzo è tendente al basso, significa che si ha in circolo una quantità sufficiente di insulina, se tende all’alto significa che la quantità è insufficiente.

Dobbiamo però ricordare, che gli effetti dell’attività fisica sulla glicemia, si devono interpretare come una risposta individuale e che quindi questo aspetto  è a volte più complesso da gestire.  Con questo  si intende dire che ogni persona con il diabete ha una risposta soggettiva alla terapia farmacologica e all’esercizio fisico.

Tutte le persone con diabete posso fare sport e l’attività fisica è fortemente raccomandata perchè fa parte spesso delle strategie di cura, ma prima di iniziare è necessario  essere preparati alle possibili risposte che la glicemia potrà subire, ed a tal proposito  è consigliabile seguire dei programmi mirati fatti solo da professionisti.

Consigli

I pazienti con diabete di tipo 1 o di tipo 2 in terapia insulinica che praticano sport dovrebbero :

  • Misurare la glicemia prima e dopo l’attività fisica
  • Conoscere la quantità  di carboidrati necessari per una eventuale ipoglicemia
  • Portare con se  alimenti ricchi di carboidrati  che possonoe ssere consumati per correggere l’ipoglicemia
  • Se la glicemia è minore di 100 prima dell’allenamento mangiare una porzione extra di carboidrati
  • Evitare di allenarsi se i valori  della glicemia a digiuno sono maggiori di 250mg/dl e se sono presenti ic hetoni nel sangue o nelle urine.
  • Essere cauti se la glicemia  è maggiore di 300 anche senza la presenza di chetoni nel sangue o nelle urine
Spoiler

Lo sport e il paziente l’insulino-dipendente diabetico. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2429720/
Il metabolismo del glucosio nel muscolo scheletrico. Interazione di insulina ed esercizio sulla captazione del glucosio.. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/807202
Impatto dell’esercizio aerobico sui cambiamenti legati all’età della sensibilità all’insulina e sulla capacità ossidativa muscolare http://diabetes.diabetesjournals.org/content/52/8/1888.abstract
L’esercizio aerobico aumenta la sensibilità periferica all’insulina negli adolescenti sedentari http://jcem.endojournals.org/content/94/11/4292.abstract
I miglioramenti nella resistenza all’insulina con l’esercizio aerobico: un approccio lipocentrico. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15235325 

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