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Stimolazione del nervo vago: cos’è, come funziona e a chi serve

Ultimo Aggiornamento 27 Aprile 2026

La stimolazione del nervo vago (in inglese Vagus Nerve Stimulation, o VNS) è una terapia neurologica che utilizza impulsi elettrici controllati per attivare il nervo vago e modulare l’attività del cervello.

Il nervo vago è il decimo nervo cranico: parte dal tronco encefalico, scende lungo il collo e raggiunge torace e addome, collegando il cervello a cuore, polmoni e apparato digerente. È una vera e propria autostrada bidirezionale: circa l’80% delle sue fibre porta segnali dagli organi verso il cervello, non il contrario. Proprio questa caratteristica lo rende un punto d’accesso privilegiato per influenzare l’attività cerebrale senza operare direttamente sul cervello.

Oggi la VNS è approvata per il trattamento dell’epilessia farmaco-resistente e della depressione resistente alle terapie. Negli ultimi anni ha ottenuto approvazioni o autorizzazioni anche per altre condizioni, tra cui l’emicrania, l’obesità e la riabilitazione motoria dopo un ictus. PubMed Central

Come funziona il dispositivo

Nella forma tradizionale (VNS impiantata), il trattamento prevede un piccolo intervento chirurgico: viene posizionato un generatore di impulsi — simile a un pacemaker, delle dimensioni di un orologio — sotto la pelle nella parte sinistra del torace. Un sottile filo conduttore, guidato sotto la pelle fino al collo, collega il dispositivo al nervo vago sinistro. Si sceglie il lato sinistro per ridurre al minimo specifici effetti collaterali. HCA

Una volta attivato, il dispositivo invia segnali elettrici al tronco encefalico, che a sua volta li distribuisce ad aree specifiche del cervello coinvolte nelle crisi epilettiche, nell’umore e nella regolazione delle emozioni.

Il dispositivo non rileva automaticamente le crisi: funziona a cicli programmati dal medico. Al paziente viene consegnato anche un piccolo magnete per disattivare temporaneamente la stimolazione quando necessario — ad esempio mentre si mangia, se si hanno difficoltà di deglutizione, o prima di parlare in pubblico.

La VNS non invasiva (tVNS)

Accanto al dispositivo impiantabile, negli ultimi anni si sono diffusi sistemi di stimolazione transcutanea (tVNS), che raggiungono il nervo vago attraverso la pelle — solitamente a livello del padiglione auricolare o del collo — senza alcun intervento chirurgico. La stimolazione transcutanea è considerata un’alternativa non invasiva con costi significativamente inferiori rispetto alla VNS chirurgica. ScienceDirect

Per quali condizioni è indicata?

Epilessia farmaco-resistente

È l’indicazione principale e più consolidata. L’epilessia colpisce oltre 65 milioni di persone nel mondo e circa un terzo di questi pazienti non risponde ai farmaci. MDPI Per queste persone la VNS rappresenta spesso un’opzione concreta quando altri trattamenti hanno fallito.

L’efficacia della VNS sull’epilessia diventa ottimale intorno al sesto mese di trattamento. Una riduzione della frequenza delle crisi del 50-100% si ottiene in circa il 45-65% dei pazienti. Seizure-journal

Un recente studio a lungo termine del 2025 ha confermato che l’efficacia della VNS tende ad aumentare nel tempo, con fattori predittivi positivi come l’età di esordio delle crisi superiore ai 6 anni, una frequenza basale inferiore a 30 crisi al mese e la presenza di crisi focali. Frontiers

stimolazione del nervo vago

Depressione resistente ai trattamenti

La VNS è approvata anche per gli adulti con depressione grave che non hanno risposto ad almeno quattro diversi trattamenti farmacologici o alla terapia elettroconvulsiva (ECT).

Oltre all’azione sulle crisi, la VNS può portare un miglioramento di circa il 25-35% nei punteggi di depressione, del 35% nei livelli di ansia e del 25% nei punteggi di valutazione dell’umore nei pazienti epilettici. Seizure-journal

Un ampio studio multicentrico del 2024-2025 su 128 pazienti ha rilevato che già al primo mese dopo l’impianto si registravano miglioramenti significativi nella qualità del sonno, nei sintomi depressivi e ansiosi, e nella qualità di vita complessiva. PubMed

Emicrania

La VNS cervicale non invasiva è approvata dalla FDA per il trattamento dell’emicrania e della cefalea a grappolo. JoVE

Riabilitazione dopo ictus

Una delle applicazioni più promettenti degli ultimi anni riguarda il recupero motorio dopo un ictus. I risultati a un anno del trial VNS-REHAB, presentati all’International Stroke Conference 2024, hanno evidenziato un miglioramento nel recupero delle capacità motorie di braccia e mani in pazienti con gravi disabilità motorie agli arti superiori. NeuroInfo

Come ci si prepara e come si svolge l’intervento

Prima dell’operazione il medico effettuerà una visita e alcuni esami del sangue. Potrebbe essere necessario sospendere alcuni farmaci e digiunare dalla sera precedente.

L’intervento dura in genere una o due ore e può essere eseguito in anestesia locale o generale, sia in day hospital che con un pernottamento in ospedale. Vengono effettuate due piccole incisioni: una sul petto per il generatore e una sul lato sinistro del collo per il collegamento al nervo vago.

Il dispositivo viene acceso alcune settimane dopo l’intervento e la stimolazione viene aumentata gradualmente per trovare il livello ottimale per ciascun paziente.

Nota importante sulla risonanza magnetica: chi porta un dispositivo VNS impiantato deve informare sempre il medico prima di sottoporsi a una RM. In genere la risonanza magnetica della testa è possibile con le apparecchiature appropriate, ma è necessaria una valutazione caso per caso.

Rischi ed effetti collaterali

La VNS è considerata sicura per la maggior parte dei pazienti. Le complicanze chirurgiche sono rare e simili a quelle di qualsiasi altro piccolo intervento.

Gli effetti collaterali più comuni legati alla stimolazione sono:

  • Raucedine o cambiamento della voce
  • Mal di gola e tosse
  • Sensazione di formicolio al collo durante la stimolazione
  • Difficoltà di deglutizione
  • Mal di testa
  • Problemi respiratori durante l’esercizio fisico

Per la maggior parte dei pazienti questi effetti sono tollerabili e tendono a ridursi nel tempo. Regolare i parametri di stimolazione aiuta spesso a minimizzarli. Se diventassero intollerabili, il dispositivo può essere spento o rimosso.

Cosa aspettarsi dai risultati

La VNS non è una cura definitiva. Non tutti i pazienti rispondono allo stesso modo e i benefici possono richiedere tempo per manifestarsi pienamente.

Per l’epilessia, come già visto, circa la metà dei pazienti ottiene una riduzione significativa delle crisi, con risultati che migliorano progressivamente nei mesi e negli anni. Per la depressione, possono essere necessari diversi mesi prima di notare un beneficio concreto.

Nuove frontiere della ricerca

La ricerca sulla VNS è molto attiva. La stimolazione non invasiva del nervo vago rappresenta oggi un’opportunità per colmare il divario tra i risultati preclinici e la pratica clinica, con potenziale terapeutico in numerose condizioni neurologiche e psichiatriche. PubMed Central

Tra le aree di studio più promettenti ci sono il morbo di Alzheimer, il dolore cronico, le malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide, e il recupero da lesioni al midollo spinale.

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico. Se stai valutando la stimolazione del nervo vago, parla con il tuo neurologo di riferimento.