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La tubercolosi: sintomi, segni, cure e diagnosi

Ultimo Aggiornamento 18 Settembre 2026

La tubercolosi (TB) è una malattia infettiva causata dal batterio Mycobacterium tuberculosis (detto anche bacillo di Koch), che colpisce soprattutto i polmoni ma può interessare anche altri organi. È una delle prime dieci cause di morte al mondo e la principale causa di decesso da singolo agente infettivo, ma è prevenibile e curabile (OMS, 2026).

Nel 2024 si sono ammalate di TB circa 10,7 milioni di persone nel mondo e 1,23 milioni ne sono morte; dal 2000 gli sforzi globali di diagnosi e cura hanno salvato circa 83 milioni di vite (ISS – EpiCentro).

Infezione latente e malattia attiva

Non tutte le persone che entrano in contatto con il batterio si ammalano. Si distinguono due condizioni:

  • Infezione tubercolare latente (ITL): il batterio è presente nell’organismo ma “dormiente”, contenuto dal sistema immunitario. Chi ne è affetto non ha sintomi e non è contagioso. Si stima che ne sia colpito circa un quarto della popolazione mondiale.
  • TB attiva: il batterio si moltiplica e causa la malattia vera e propria, che è contagiosa (soprattutto nelle forme polmonari).

Il rischio che un’infezione latente evolva in malattia attiva è stimato intorno al 5-10% nel corso della vita in una persona con sistema immunitario sano, con circa metà dei casi che si manifesta nei primi due anni dal contagio. Il rischio sale molto in presenza di fattori predisponenti: fino al 30% nel corso della vita in caso di diabete, e al 7-10% all’anno in caso di infezione da HIV non trattata (ISS – EpiCentro).

Sintomi

I segni più comuni della TB polmonare attiva includono:

  • Tosse persistente (oltre 3 settimane), a volte con sangue nell’espettorato
  • Dolore toracico
  • Febbre e sudorazioni notturne
  • Stanchezza e debolezza
  • Perdita di peso non spiegata
  • Perdita di appetito

I sintomi possono essere lievi per settimane o mesi, il che spesso ritarda la diagnosi e favorisce la trasmissione ad altre persone senza che il malato se ne renda conto (OMS).

Quali organi possono essere colpiti

Nella maggior parte dei casi la TB interessa i polmoni (tubercolosi polmonare). Può però diffondersi anche ad altri organi (tubercolosi extrapolmonare), con sintomi diversi a seconda della sede: ad esempio dolore osseo nella TB spinale, sangue nelle urine nella TB renale, o segni neurologici in caso di coinvolgimento del sistema nervoso centrale. Chi ha tosse persistente, febbre, calo di peso inspiegato o sudorazioni notturne dovrebbe consultare un medico, perché possono essere segni di TB ma anche di altre patologie (ISS – EpiCentro).

Come si trasmette

La TB si trasmette per via aerea attraverso le goccioline emesse da una persona con TB polmonare o laringea attiva quando tossisce, starnutisce, parla o canta. Il contagio è favorito da contatti stretti e prolungati in ambienti chiusi, affollati e poco ventilati; il rischio si riduce rapidamente una volta che il caso viene identificato e trattato in modo efficace (ISS – EpiCentro).

Cause e fattori di rischio

Alcune condizioni aumentano significativamente il rischio di sviluppare la malattia attiva:

  • Infezione da HIV (rischio di ammalarsi di TB fino a 12 volte superiore)
  • Diabete
  • Malnutrizione
  • Tabagismo e uso dannoso di alcol
  • Terapie immunosoppressive (chemioterapia, farmaci anti-rigetto, biologici per artrite reumatoide, Crohn, psoriasi)
  • Insufficienza renale terminale
  • Età avanzata o, all’opposto, età pediatrica

A livello globale, nel 2024 sono stati attribuiti a questi fattori centinaia di migliaia di nuovi casi: circa 970.000 legati a malnutrizione, 930.000 al diabete, 740.000 all’abuso di alcol, 700.000 al fumo e 570.000 all’HIV (OMS).

Anche le condizioni sociali contano: sovraffollamento, accesso limitato alle cure, vita o lavoro in carceri, centri di accoglienza o campi profughi aumentano l’esposizione al contagio.

Tubercolosi e HIV

La coinfezione TB-HIV è particolarmente pericolosa: le due infezioni si aggravano a vicenda, e la TB resta la principale causa di morte tra le persone con HIV. Nel 2024 circa 150.000 decessi per TB si sono verificati in persone HIV-positive (OMS).

Tubercolosi farmacoresistente

Un trattamento incompleto o inadeguato può selezionare ceppi resistenti ai farmaci di prima linea. Si distinguono:

  • MDR-TB (multiresistente): resistente almeno a isoniazide e rifampicina, i due farmaci più efficaci
  • XDR-TB (estesamente resistente): resistente anche ai farmaci di seconda linea

Nel 2024 sono stati stimati 390.000 nuovi casi di TB multiresistente o resistente alla rifampicina nel mondo, e solo circa 2 persone su 5 con TB farmacoresistente hanno avuto accesso al trattamento (OMS). Dal 2022 l’OMS raccomanda per i casi eleggibili un regime orale più breve (6 mesi, noto come BPaLM), che ha migliorato in modo significativo le prospettive di cura rispetto ai vecchi schemi, più lunghi e con più effetti collaterali.

Diagnosi

La diagnosi si basa su valutazione clinica, esami radiologici (radiografia del torace) e test microbiologici. L’OMS raccomanda come primo approccio i test diagnostici rapidi, molecolari o basati su biomarcatori, che possono orientare la terapia entro 48 ore dal prelievo. La conferma definitiva richiede l’identificazione del batterio tramite microscopia, coltura (ancora il gold standard) o test molecolari di amplificazione degli acidi nucleici, come il test Xpert MTB/RIF, che individua anche eventuali resistenze ai farmaci (OMS).

Per l’infezione latente si usano invece test immunologici come il test cutaneo alla tubercolina o i test IGRA (basati sul rilascio di interferone-gamma); nessuno dei due, però, distingue tra infezione latente e malattia attiva (ISS – EpiCentro).

Trattamento

La tubercolosi si cura con una combinazione di antibiotici. I farmaci di prima linea più usati sono:

  • Isoniazide
  • Rifampicina
  • Pirazinamide
  • Etambutolo

Per la malattia attiva sensibile ai farmaci, la terapia standard dura generalmente 6 mesi. Per l’infezione latente si usano schemi diversi, ad esempio isoniazide per 6-9 mesi oppure rifampicina da sola per 4 mesi (ISS – EpiCentro).

È fondamentale completare tutto il ciclo prescritto, anche quando i sintomi migliorano dopo le prime settimane: interrompere la terapia in anticipo è una delle principali cause di sviluppo di resistenze e di recidive più difficili da trattare.

Tra gli effetti collaterali da segnalare tempestivamente al medico: nausea o vomito persistenti, perdita di appetito, ittero (colorazione giallastra della pelle), urine scure, febbre che dura più di tre giorni senza causa apparente.

Prevenzione

Le principali misure di prevenzione sono:

  • Diagnosi precoce e trattamento tempestivo dei casi attivi
  • Individuazione e gestione dei contatti stretti
  • Trattamento dell’infezione latente nelle persone a rischio più elevato
  • Misure di controllo della trasmissione in ambienti sanitari e comunitari a rischio

L’unico vaccino attualmente autorizzato è il BCG (bacillo di Calmette-Guérin), un vaccino vivo attenuato. Protegge in modo efficace i neonati e i bambini piccoli dalle forme gravi (come la meningite tubercolare), ma non offre una protezione affidabile negli adolescenti e negli adulti. Per questo nei Paesi ad alta incidenza viene somministrato di routine alla nascita, mentre in Italia — Paese a bassa incidenza — è raccomandato solo per specifiche categorie a rischio (ISS – EpiCentro).

La tubercolosi in Italia

L’Italia rientra tra i Paesi a bassa incidenza (soglia: meno di 10 casi ogni 100.000 abitanti). Nel 2024 sono stati notificati 3.150 casi, pari a un tasso di 5,3 casi per 100.000 abitanti. Negli ultimi anni, dopo il calo registrato nel 2020, si osserva però una tendenza all’aumento delle notifiche, in controtendenza rispetto a diversi altri Paesi europei.

Alcuni dati aggiuntivi sul 2024:

  • Il 63,2% dei casi ha riguardato persone di origine straniera
  • L’età media dei nuovi casi è stata di 52 anni tra i cittadini italiani e di circa 39 anni tra le persone nate all’estero
  • Sono stati rilevati 54 casi di TB multiresistente o resistente alla rifampicina