Discectomia: chirurgia, rischi e risultati

Ultimo aggiornamento 3 gennaio, 2018 at 12:08 am

Quando parliamo di  discectomia, ci riferiamo ad una procedura chirurgica che serve a rimuovere la parte danneggiata dell’ernia del disco nella colonna vertebrale. E’ importante spiegare, che un disco erniato può  comprimere i nervi vicini e causare dolore, formicolio ed in alcuni casi vera e propria debolezza. Questi sintomi possono oltretutto interessare diverse parti, tra cui il collo o la schiena e possono irradiarsi lungo le braccia e le gambe. Ovviamente questi sintomi variano molto a seconda del soggetto e della posizione dell’ernia

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L’utilizzo della discectomia porta seri benefici ai sintomi, anche se è molto meno utile per il mal di schiena o il dolore al collo. Statisticamente è riportato che le persone con mal di schiena o dolore al collo trovano sollievo con trattamenti più conservativi, e questo spesso significa utilizzare farmaci per alleviare il dolore o la terapia fisica.

La scelta del medico di suggerire una discectomia, di solito avviene quando i trattamenti conservativi, non chirurgici non hanno funzionato o se i sintomi peggiorano. Esistono diverse procedure per eseguire questo intervento. Molti chirurghi attualmente preferiscono la discectomia minimamente invasiva, che utilizza piccole incisioni e una minuscola videocamera per la visualizzazione.

L’utilizzo della discectomia serve per alleviare la pressione dell’ernia del disco che preme su un nervo spinale. Un disco viene definito erniato  quando parte del materiale più morbido all’interno del disco spinge attraverso una piccola fessura nella parte esterna più dura.

Quando è consigliato sottoporsi a discectomia?

Il medico può raccomandare la discectomia se:

  • Il paziente ha difficoltà a stare in piedi o camminare a causa della debolezza derivata dalla pressione sui nervi spinali
  • Il trattamento conservativo, non migliora i sintomi dopo sei settimane
  • Un frammento di disco si deposita nel canale spinale, premendo su un nervo
  • Il dolore si irradia ai  glutei, gambe, braccia o petto diventando quindi difficile da gestire

Rischi

La discectomia è considerata una procedura sicura, tuttavia come con qualsiasi intervento chirurgico, anche questo comporta un rischio di complicanze.

Le potenziali complicazioni più comuni includono:

  • Infezini
  • Emorragia
  • Perdita di liquido spinale
  • Lesioni ai vasi sanguigni o ai nervi all’interno e attorno alla colonna vertebrale
  • Lesioni allo strato protettivo che circonda la colonna vertebrale

Come avviene l’intervento di discectomia

Lo staff medico di solito esegue la discectomia in anestesia generale, quindi durante la procedura il paziente dorme tranquillo. L’anestesia viene praticata tramite inalazione di un gas o mediante un’iniezione in vena. Piccole quantità di midollo spinale e legamenti possono essere rimossi per accedere al disco erniato.

Tecnicamente, viene rimosso solo il frammento del disco che sta pizzicando il nervo, alleviando la pressione,  ma preservando la maggior parte del disco.

Se l’intero disco deve essere rimosso, il chirurgo potrebbe dover riempire lo spazio con un altro osso, prelevato dal  bacino del paziente o con un sostituto osseo sintetico. Le vertebre adiacenti vengono quindi fuse assieme.

Dopo la discectomia

Dopo l’intervento chirurgico, il paziente viene trasferito in una stanza di risveglio, dove lo staff medico osserva se ci sono complicazioni dovute all’intervento chirurgico e all’anestesia. Anche se in alcuni casi è possibile tornare a casa da soli, si consiglia di farsi accompagnare.

Se non ci sono complicazioni, e il paziente risponde bene, mediamente puo’ tornare alle normali attività in due settimane. Tuttavia, se si ha un lavoro che include il sollevamento di carichi pesanti o l’uso di macchinari pesanti, il medico può consigliare di attendere dalle sei alle otto settimane prima di tornare al lavoro. Limitare le attività che comportano il sollevamento, la flessione e il curvarsi per quattro settimane dopo la discectomia. Potrebbe anche essere necessario limitare la quantità di tempo che si trascorre seduti per quattro settimane dopo l’intervento.

Un fisioterapista può insegnare esercizi per migliorare la forza e la flessibilità dei muscoli intorno alla colonna vertebrale.

La discectomia riduce i sintomi riconducibili al disco erniato, è nella maggior parte dei casi, crea un grandissimo sollievo ai pazienti. Tuttavia, la discectomia potrebbe non essere una cura permanente, perché non fa nulla per invertire il processo che ha permesso al disco di diventare erniato. Per evitare nuovamente problemi con la colonna vertebrale, il medico può raccomandare la perdita di peso, un programma di esercizi a basso impatto e chiedere di limitare alcune attività che comportano piegature o torsioni estese e ripetute.

Referenze »

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Dr. Roberto Marino

Il Dr. Roberto Marino laureato in Medicina e Chirugia, ha eseguito la revisione e gli aggiornamenti. di questo articolo. Si ricorda che le informazioni contenute in questo sito non devono mai sostituire il rapporto con il proprio medico, si raccomanda di chiedere sempre al medico o allo specialista, e di utilizzare quanto letto su questo sito al solo ed unico scopo informativo!

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