Fisiologia della respirazione


Il sistema respiratorio è stato oggetto della trattazione svolta nell’articolo dell’asma, affinché tutti possano comprendere in modo chiaro quali meccanismi regolino la fisiologia della respirazione quest’articolo darà una breve ma esplicativa visione d’insieme dell’apparato respiratorio.

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La Respirazione

il diaframma è una struttura muscolare che separa la cavità toracica da quella addominale. Nel corso di un normale ciclo respiratorio, il diaframma e le altre parti del corpo lavorano insieme per consentire l’inspirazione e l’espirazione dell’aria, da parte dei polmoni.

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  • L’inspirazione è un processo attivo che sfrutta la contrazione di diversi muscoli per far aumentare le dimissioni della cavità toracica. I muscoli intercostali e il diaframma si contraggono. Il diaframma si abbassa e le coste si muovono in alto verso l’esterno. L’espansione della cavità toracica fa sì che l’aria entri nei polmoni.

 

  • L’espirazione è il processo opposto, che deriva dal rilasciamento dei muscoli intercostali del diaframma. Le coste si muovono verso il basso e verso l’esterno, mentre il diaframma si solleva. Questi movimenti fanno sì che la cavità toracica diminuisca di dimensioni e che l’aria, pertanto, fuori esca dei polmoni.

Tali scambi, fondamentali per la vita, possono essere alterati da molte condizioni patologiche, le quali consistono soprattutto in problemi riguardanti l’apparato respiratorio o quello circolatorio. Nel presente articolo verrà svolta la trattazione relativa all’apparato respiratorio e ai problemi di respirazione con  i loro difetti sull’organismo.Le condizioni patologiche riguardanti il sistema cardiovascolare verranno trattate in un  articolo dedicato alle emergenze cardiovascolari.

La respirazione

E’ facile dare per scontato che noi respiriamo. Fortunatamente, lo facciamo in modo inconsapevole: non diciamo ogni  volta a noi stessi di inspirare o espirare.Vi provvedono i nostri centri encefalici, automaticamente.Il respirò può essere classificato come adeguato o in adeguato, in altre parole, nel primo caso esso è sufficiente a mantenere in vita il paziente mentre, nel secondo caso insufficiente. La valutazione relativa all’adeguatezza del respiro del paziente può essere di importanza essenziale per la sua sopravvivenza.

Il respiro adeguato

il respiro adeguato si colloca nell’ambito di determinati parametri considerati normali. Il paziente non apparirà in stato di respirazione difficoltosa e sarà in grado di pronunciare frasi complete senza dover riprendere fiato. Il colorito della sua pelle, il suo stato mentale e il suo orientamento saranno normali. La normalità della respirazione può essere individuata osservandone la frequenza, il ritmo e la qualità.

  • Frequenza- la frequenza respiratoria considerata normale varia in funzione dell’età:
  1.  Nell’adulto 12-20 atti al minuto.
  2.  Nel bambino a partire dall’anno di età 15-30 atti al minuto.
  3.  Nel neonato e nel lattante fino a un anno di età 25-50 atti al minuto.
  • Ritmo- il ritmo respiratorio normale è, di solito, regolare. Gli atti vengono compiuti a intervalli costanti e la loro durata è uniforme. Tuttavia è da ricordare che il parlare e altri fattori possono rendere il respiro, ancorchè normale, lievemente irregolare.
  • Qualità- i rumori respiratori, se ascoltati mediante uno stetoscopio, normalmente saranno presenti e uguali ( simmetrici ) nei due polmoni. All’ispezione nel torace, il movimento simmetrico dei due emitoraci indica una ventilazione normale. La profondità degli atti respiratori deve risultare adeguata.

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Respirazione inadeguata

La respirazione che non in grado di sostenere i processi vitali viene definita come inadeguata. Senza trattamento, essa comporta la morte del paziente. Uno dei compiti più importanti è quello di identificare e assistere i pazienti con respirazione inadeguata. La valutazione e il trattamento; iniziati subito, devono proseguire per tutto il tempo che il paziente viene assistito. Vi possono essere casi in cui i pazienti, che inizialmente presentano respiro adeguato, vanno incontro successivamente a una condizione di inadeguatezza della respirazione.

Valutazione della respirazione inadeguata

Se il respiro del paziente non è sufficiente a sostenere le funzioni vitali, saranno da esaminare le seguenti condizioni:

Frequenza- Il paziente con respirazione inadeguata presenterà una frequenza respiratoria fuori dall’ambito di normalità. Sia frequenze molto basse, sia frequenze molto alte, possono non consentire l’ingresso nei polmoni di una quantità sufficiente di aria, con conseguente insufficienza della distribuzione di ossigeno a tutto l’organismo.Il respiro agonico si presenta con atti sporadici irregolari, che solitamente preludono all’arresto respiratorio. Il respiro in questi casi è superficiale rantolante e la sua frequenza è di pochi atti al minuto. Tale quadro è evidentemente riferibile a una respirazione inadeguata.

Ritmo- il ritmo, nel caso della respirazione inadeguata, può essere irregolare.Tuttavia, il ritmo non rappresenta un indicatore assoluto di respiro adeguato o inadeguato. Si ricordi che, se una persona sta parlando o se è consapevole di essere osservata, può presentare delle irregolarità nella respirazione, anche se questa è adeguata. D’altro canto, vi possono essere casi in cui il ritmo è regolare, ma il respiro inadeguato.

Qualità- quando il respiro è inadeguato, i rumori respiratori possono essere diminuiti o assenti. La profondità degli atti respiratori sarà tale che il respiro si presenterà inadeguato e superficiale. L’espansione del torace sarà insufficiente o asimmetrica e lo sforzo respiratorio risulterà aumentato. Può essere osservabile l’uso dei muscoli respiratori accessori. Poiché l’ossigenazione dei tessuti dell’organismo sarà ridotta, così come l’eliminazione dell’anidride carbonica, i tegumenti potranno presentarsi pallidi o cianotici(bluastri) e la cute potrà diventare fredda e umida.

Nei pazienti in cui si manifesta una diminuzione del livello di coscienza o che siano già completamente in stato di incoscienza, i reperti di respiro stertoroso o gorgogliante sono indicativi di una condizione respiratoria grave, che impone un intervento immediato.

 

Respirazione difficoltosa (dispnea)

La respirazione difficoltosa è spesso il disturbo principale lamentato dei pazienti. Essa consiste nella sensazione di fatica a respirare. Sebbene esistano dei segni obiettivi che si accompagnano alla dispnea la difficoltà che il paziente riferisce è una percezione soggettiva, l’entità della quale può riflettere o meno l’effettiva gravità della condizione morbosa in questione.Il respiro può essere più o meno adeguato di quanto il paziente avverte soggettivamente.E’ importante ricordare che la sensazione di difficoltà a respirare può accompagnarsi sia alla respirazione adeguata sia alla respirazione inadeguata. Un paziente può lamentare una difficoltà lieve legata a preesistenti condizioni patologiche respiratorie e presentare una respirazione adeguata, senza pericolo di vita. D’altro canto un paziente che presenta esattamente lo stesso disturbo, può presentare un problema come una reazione allergica accompagnata da una grave dispnea,necessitando quindi di una respirazione artificiale. La dispnea può riconoscere molte cause che vanno da condizioni mediche croniche a malattie quali la polmonite e altre infezioni, fino a problemi cardiaci che abbiano prodotto disturbi a carico del sistema respiratorio.

Valutazione di un paziente dispnoico

Quelli che seguono sono segni e sintomi che si accompagnano alla dispnea:

Segni

  1. Aumento della frequenza del polso.
  2. Diminuzione della frequenza del polso soprattutto nei pazienti pediatrici.
  3. Alterazioni della frequenza del respiro al di sopra o al di sotto dei gli ambiti di normalità.
  4. Alterazioni del ritmo del respiro. Cute pallida o cianotica.
  5. Respiro rumoroso che può essere descritto come segue:
  • Sibilo udibile senza stetoscopio.
  • Rumori gorgoglianti.
  • Rantoli.
  • Rumori gracidanti.
  • Stridore ovvero suono aspro e timbro acuto che si manifesta durante la respirazione e che di solito, è dovuto a ostruzioni nelle prime vie respiratorie.

A questi seguono:

  1. Incapacità di pronunciare frasi intere a causa della dispnea. In alcuni casi è addirittura difficilissimo parlare.
  2. Utilizzazione dei muscoli respiratori accessori per respirare
  3. Presenza di retrazioni
  4. Presenza di alterazioni del sensorio
  5. Tosse
  6. Alitamento delle pinne nasali, increspamento delle labbra
  7. Postura assunta dal paziente:
  • Col busto chinato in avanti e con le mani appoggiate sulle ginocchia o su  un’altra superficie:
  • Seduto con i piedi ciondolanti e col busto chinato in avanti
  • Aspetto particolare del torace ( torace a botte ).

Sintomi

  1. Senso di affanno, di respiro difficoltoso o di ristrettezza del petto
  2. Irrequietezza o ansia.

Nelle emergenze respiratorie, la raccolta dei dati anamnestici e obiettivi orientate al caso impone un colloquio e un esame del torace e dell’apparato respiratorio adeguati.

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