Cosa è l’Influenza?


L’influenza è una malattia causata dai virus RNA che infettano il tratto respiratorio di molti animali, uccelli ed esseri umani. Nella maggior parte delle persone l’infezione si manifesta con presenza di febbre, tosse, mal di testa e malessere (stanchezza, mancanza di energia). Alcune persone possono anche manifestare mal di gola, nausea e disordini intestinali.

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Nella maggior parte degli individui la presenza di questi sintomi permane per una o due settimane circa per poi riprendersi senza problemi. Tuttavia, l’influenza, messa a confronto con le infezioni respiratorie virali più note (per esempio il raffreddore), può essere causa di malattie più gravi che comportano un tasso di mortalità pari allo 0,1% delle persone infettate dal virus.

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Quanto sopra citato, rappresenta il quadro che si verifica abitualmente ogni anno al presentarsi dell’influenza e che potremmo definire “convenzionale” o “stagionale”. Tuttavia, esistono casi in cui il manifestarsi di alcuni ceppi influenzali risulta essere grave.

Questo accade quando le difese immunitarie della popolazione esposta al ceppo influenzale in questione sono deboli o assenti a causa di una significativa alterazione del virus. Negli ultimi cento anni, dopo la scoperta del virus dell’influenza avvenuta nel 1933, abbiano assistito al verificarsi di alcune pandemie piuttosto gravi.

La peggior pandemia influenzale (conosciuta come influenza spagnola) ebbe luogo nel 1918. Il virus di quest’influenza causò dalle 40 ai 100 milioni di decessi in tutto il mondo, con un tasso di mortalità dal 2% al 20% circa.

Nell’aprile del 2009 in Messico fu isolato un nuovo ceppo influenzale contro il quale il genere umano aveva risposte immunitarie decisamente insufficienti. Esso si propagò così velocemente che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) lo identificò ufficialmente l’11 giugno del 2009 come causa di una pandemia (meglio conosciuta come H1N1, influenza A o influenza suina). Questa fu la prima pandemia influenzale dichiarata in 41 anni.

Haemophilus influenzae è il nome del batterio che fu considerato erroneamente la causa dell’influenza fino al 1933 quando venne dimostrata la causa reale ovvero il virus. Il batterio può causare infezioni polmonari in neonati, bambini. Occasionalmente può provocare infezioni all’orecchio, all’occhio, alla giuntura e altri tipi di infezioni, ma non è causa dell’influenza.

mappa_influenza.jpgQuali sono le cause dell’influenza?

I virus influenzali

I virus influenzali sono la causa dell’influenza e sono suddivisibili in tre tipi identificati come A, B e C. I virus influenzali del tipo A e B sono responsabili delle pandemie relative alle malattie respiratorie che si verificano quasi ogni inverno e sono spesso associati alle crescenti percentuali di ospedalizzazione e morte.

L’influenza di tipo C differisce dai tipi A e B per i seguenti motivi: l’infezione di tipo C di solito causa una malattia respiratoria molto blanda oppure arriva a non presentare addirittura alcun sintomo. Non causa epidemie e non presenta il grave impatto a livello di salute pubblica delle influenze di tipo A e B. Gli sforzi compiuti per controllare l’impatto dell’influenza sono limitati ai tipi A e B. Ciò che diremo nella rimanente parte dell’articolo sarà riferito quindi a questi due tipi.

I virus influenzali cambiano continuamente nel tempo, solitamente mutando (cambiamento RNA virale). Questo cambiamento costante spesso permette al virus di evadere il sistema immunitario dell’ospite (esseri umani, uccelli e altri animali). L’ospite, quindi, è soggetto ai cambiamenti delle infezioni del virus influenzale per tutta la vita. Il processo avviene come segue: un ospite infettato dal virus influenzale sviluppa anticorpi contro il virus stesso; quando il virus cambia, l’anticorpo “originario” non riconosce più il “nuovo” virus e l’infezione ha inizio proprio perché l’ospite non riconosce il nuovo virus influenzale come problema, finché l’infezione viene sottovalutata.

L’anticorpo originario potrebbe, in alcuni casi, proteggere parzialmente contro l’infezione con un nuovo virus influenzale. Sfortunatamente, quasi tutti gli individui non hanno anticorpi in grado di riconoscere immediatamente il nuovo virus H1N1. Di conseguenza, la maggioranza della popolazione terrestre se non opportunamente vaccinata è soggetta all’influenza H1N1.

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I virus di tipo A si dividono in tipi basati sulle differenze di due proteine di superficie virali chiamate hemagglutinin (H) e neuraminidasi (N). Esistono sedici sottotipi H conosciuti e nove sottotipi N conosciuti. Queste proteine di superficie possono presentarsi in molte combinazioni. Se si diffondono tramite gocce o contatto diretto, il virus, se non viene eliminato dal sistema immunitario dell’organismo ospite, si replica nel tratto respiratorio danneggiando le cellule ospiti.

Negli individui immunocompromessi (per esempio donne incinte, neonati, persone malate di cancro, asmatici, persone con patologie polmonari, ecc.), il virus può causare polmoniti virali o stressare il sistema immunitario dell’individuo a tal punto da renderlo più soggetto alle infezioni batteriche, specialmente alla polmonite batterica. Ambo i tipi di polmonite, virale e batterica, possono provocare gravi malattie e a volte possono condurre alla morte.

Mutamento e cambiamento antigenico

I virus dell’influenza di tipo A sono soggetti a due tipi di cambiamento. Uno è una serie di mutazioni che avviene nel tempo ed è causa di un’evoluzione graduale del virus. Esso è chiamato “mutamento” antigenico. L’altro tipo consiste in un cambiamento repentino nelle proteine hemagglutinin e/o neuraminidasi.

Questo è chiamato “cambiamento” antigenico. In questo caso, il nuovo sottotipo del virus si presenta all’improvviso. I virus di tipo A sono soggetti ad ambo i cambiamenti; mentre i virus relativi all’influenza di tipo B cambiano solo in base al graduale processo del mutamento antigenico e non sono quindi causa di pandemie.

I CDC (Centers for Disease Control and Prevention) hanno stabilito che la nuova influenza suina H1N1 presenta un genoma RNA che contiene cinque componenti RNA derivanti da vari ceppi di influenza suina, due componenti RNA derivanti dai ceppi dell’influenza aviaria e solo un componente RNA derivante dai ceppi di influenza suina umana. Essi suggeriscono principalmente mutamenti antigenici avvenuti nel corso di vent’anni che hanno portato allo sviluppo del nuovo virus influenzale H1N1.

Quali sono i sintomi influenzali?

Tipici aspetti clinici dell’influenza includono:

  • Febbre (solitamente 38 – 39c  negli adulti e spesso anche più alta nei bambini)
  • Sintomi respiratori (classici influenzali)
  • Tosse
  • Mal di gola
  • Naso che cola o tappato
  • Dolori muscolari e fatica, a volte estrema

Sebbene la nausea e i disordini intestinali possano talvolta essere associati all’infezione influenzale, specialmente nei bambini, i sintomi gastrointestinali sono raramente rilevanti. Il termine gastroenterite è una definizione inappropriata che a volte viene utilizzata per descrivere le malattie gastrointestinali causate da altri microorganismi. Le infezioni da H1N1 causano più nausea e vomito  rispetto ai normali (stagionali) virus influenzali.

La maggioranza delle persone si riprende completamente dall’influenza dopo una o due settimane, ma alcuni sviluppano complicazioni mediche serie e potenzialmente pericolose come la polmonite. In un anno mediamente l’influenza è associata a circa 36,000 decessie con un numero sempre maggiore di ospedalizzazioni.

Le complicazioni relative all’influenza possono presentarsi a qualunque età. Tuttavia, le persone anziane e coloro aventi problemi di salute cronici sono maggiormente soggetti allo sviluppo di serie complicazioni rispetto alle persone più giovani e in salute.

Il nuovo virus H1N1 ha inizialmente sviluppato un tipo diverso di infezione. Sfortunatamente, questo tipo di infezione è simile a quello che si verificò nel 1918 con l’influenza spagnola nel quale gli individui giovani (donne incinte, neonati, adolescenti e adulti fino ai 49 anni) sono i più soggetti.

Referenze »

Dolin R. Le manifestazioni cliniche di influenza stagionale negli adulti. http://www.uptodate.com/home. Consultato il 10 giugno 2015.
Bennett JE, et al. Influenza (compresi aviaria e influenza suina). In: Mandell, Douglas, e Bennett di principi e la pratica di Malattie Infettive. 8 ° ed. Philadelphia, Pa .: Saunders Elsevier; 2015. https://www.clinicalkey.com. Consultato il 27 maggio 2015.
L’influenza: cosa fare se ci si ammala. Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie. http://www.cdc.gov/flu/takingcare.htm. Consultato il 31 maggio 2015.

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